Bellano
Gianfranco Colombo | 12 agosto 2005 „La provincia di Lecco“ Bellano: Ritter dipinge la vita dei pendolari
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Artista svizzero tedesco con studio a Chiavenna Bruno Ritter ha voluto dar corpo ad una condizione esistenziale, quella del pen dolare appunto, che va oltre il semplice dato quotidiano di chi è costretto al solito via vai legato al lavoro.
C'è nelle tele esposte qualcosa di più, c'è il desiderio di esprimere una sorta di pendolarismo artistico che e ben rappresentato nella mostra di Bellano entro la ricerca di nuove vie, di stili diversi, di riflessioni a colori, come la sezione dedicata alla "guerra pulita" che è una sorta di sor- presa nella sorpresa. "Il titolo della mostra - ci dice Bruno Ritter - è molto autobiografico. Io tutti i giorni faccio un tragitto che va dalla Svizzera dove vivo, al mio studio a Chiavenna. E parlando con l'amico Andrea Vitali ho deciso di fare qualche cosa su questo percorso quotidiano. Dal 2003 ho iniziato a dipingere questo diario del pendolare che è anche un discorso profondo sulla mia vita, sul mio vagabondare, sul discorso di quella patria che manca ad uno come me che si sente molto zingaro".
la figura di questo artista che dopo le prime esperienze pittoriche a Zurigo negli anni Settanta, ha girato mezza Europa in autostop, per poi rinchiudersi in Val Bregaglia a dare sfogo ai suoi colori. Come ha scritto Andrea Vitali, "Bruno Ritter ci è arrivato dalla Svizzera con una faccia da Malcom MacDowell e vezzi da cosmopolita, ripartendosene dopo parecchi anni, con un sorriso da giorno di cresima e muscoli da spaccalegna".
Oggi lo ritroviamo ad una nuova tappa della sua evoluzione artistica sempre caratterizzata dall'incapacità di stare fermo e che rifugge chiaramente l'omologazione dello stile o delle temati- che. Le opere esposte in questa mostra sono proprio la sintesi di tutto questo. Paola Tedeschi-Pellanda nel saggio introduttivo al catalogo, puntualizza con acume questa condizione esistenziale ed artistica.
"Dove è arrivato il pendolare? È arrivato in un luogo in cui può abbandonarsi alla pittura, in cui può lasciarsi andare ed essere fino in fondo un pittore. Non c'è più niente da dire, da raccontare, da commentare. Ora rimane soltanto il pittore, soltanto l'opera". Una puntata a Bellano e d'obbli-go grazie a questo pittore svizzero che è cresciuto spaccando legna tra i bricchi della Val Bregaglia.